Sharp Objects: la nostra recensione (senza spoiler) della miniserie con Amy Adams!

Sharp Objects

“Penso ci sia una profonda paura sociale verso l’ira femminile, in parte perché non è stata molto esplorata.” ha detto Gillian Flynn, l’autrice che, nei suoi romanzi esplora dettagliatamente questo aspetto, come possiamo vedere in Gone Girl e in Sharp Objects.

Una fantastica Amy Adams protagonista di un’avvincente thriller psicologico al femminile. E non ci stiamo riferendo a una serie di stampo femminista, ma di un vero e proprio thriller in cui le donne la fanno da padrone. Sharp Objects è una miniserie che racconta eloquentemente il romanzo di Gillian Flynn(Gone Girl), mantenendo il suo focus sulla trama principale, mentre qualsiasi digressione (sebbene siano minime) ha il fine di risolvere i due omicidi che sono avvenuti a Wind Gap.

Per chi fosse curioso di vederla, vale la pena spendere due parole per raccontarne la trama.

Camille Preaker è una giornalista che si vede costretta a tornare come inviata nella sua cittadina natale. A Wind Gap (cittadina fittizia del Missouri) una ragazzina è stata uccisa, un’altra è scomparsa. Il suo caporedattore chiede a Camille di andare nella città per seguire le indagini: forse il fatto di essere del posto potrebbe aiutarla ad ottenere informazioni. Ma non è la sua unica ragione: ritiene infatti che possa esserle d’aiuto per il suo stato mentale. Camille Preaker è infatti da poco uscita da una clinica psichiatrica, dove era ricoverata per autolesionismo.

Nella sua cittadina, la giornalista dovrà affrontare il passato e tutte le sue conseguenze, lottando contro l’atmosfera tossica di Wind Gap e i suoi cittadini. I suoi demoni e i fantasmi del suo passato torneranno a tormentarla, ma, in un certo senso, saranno cruciali per la risoluzione del caso.

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Accompagnata da un’intensa colonna sonora, e da molte bottigliette d’acqua (spesso riempite di vodka), Amy Adams viaggia con la sua auto attraverso la città, e con la mente attraverso il suo passato, alla ricerca di risposte. Camille non è solo in cerca dell’assassino, ma anche di una più chiara visione della sua infanzia e della sua adolescenza, durante le quali ha dovuto affrontare la perdita di una persona cara, uno stupro e il disprezzo mostratole dalla madre (che persiste anche nella sua vita adulta, anzi, col tempo si è forse intensificato).

Inaspettatamente, a Wind Gap, la donna riesce ad acquisire un minimo di apparente felicità, principalmente grazie al rapporto che si viene ad instaurare con Amma, la sua sorellastra. Sebbene Amma sia strana – quasi come se fosse affetta da un disturbo della personalità – in Camille nasce un profondo affetto per la ragazzina, verso la quale è molto protettiva; dal canto suo, Amma sviluppa verso la sorella un affetto reale, sebbene risulti essere quasi morboso.

Sharp Objects
Amy Adams ed Eliza Scanlen nei panni di Camille Parker e Amma Crellin
Il rapporto con la figura cruciale della madre, Adora.

Adora, la madre delle due ragazze, ha con loro due rapporti totalmente opposti. Di Camille critica, disprezza, giudica ogni parola detta e scritta, ogni azione compiuta, arrivando al punto di incolparla per il suo “malessere”. Adora è una donna di classe, che tiene alle apparenze, quindi avere una figlia autolesionista, che se ne va in giro senza vestirsi di tutto punto, facendo domande a destra e a sinistra, è per lei una vergogna, che le causa un’irrequietezza mentale e fisica. Adora incolpa inoltre la figlia maggiore di condizionare Amma, che cerca di proteggere da ogni minima minaccia, anche da Camille stessa.

Realizzeremo poi che è il contrario: è proprio Amma ad avere un’influenza negativa su Camille. A differenza di come la vede la madre, la ragazza è tutt’altro che perfetta: non è una ragazzina innocente che va semplicemente sui pattini con le amiche, ma fa uso di alcool e droghe, e questo è solo l’inizio. Vediamo il personaggio di Amy Adams cercare spesso rifugio nell’alcool, ma sarà proprio la sorella minore a spingerla a prendere una pasticca di metadone. Camille è accecata dall’affetto che prova per Amma, e, nel tentativo di attenuare i sensi di colpa verso la morte di Marian, è incline ad accettare tutte le proposte della sorellastra.

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Con lo scorrere degli episodi, scopriamo che le cicatrici dell’autolesionismo di Camille raccontano una storia, o meglio, raccontano Camille stessa. Il suo corpo è interamente intagliato, inciso: non sono tagli fatti a casaccio, ma sono parole. Parole che rappresentano il passato della donna, ma anche le sue emozioni. Alcune delle parole che possiamo leggerle addosso sono “svanire”, “persa”, “verginità”, “vuota”. Solo una persona si soffermerà sulle scritte incise sul suo corpo, che solitamente nasconde con maglioni e pantaloni lunghi, rendendole invisibili a tutti coloro che non riescono ad osservare. E quella è forse, a parer mio, una delle scene con maggior carica emotiva, in cui Camille viene “letta”; ma non viene solo letta, viene compresa, cosa che nessuno aveva mai fatto prima.

Sharp Objects

Camille non scrive solo sulla carta, per professione, ma anche sulla sua stessa pelle, in una vana ricerca di sollievo. E gli  Sharp Objects, gli “oggetti taglienti” del titolo possono fare riferimenti agli oggetti da lei usati per ferirsi. Ma potrebbero essere, a livello metaforico, le parole stesse, che possono essere utilizzate come armi. Non a caso si dice: “Ne uccide più la lingua che la spada”. 

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Durante gli episodi di Sharp Objects, si menziona spesso la condizione psicologica di Camille, ma solo il detective sarà incuriosito, e forse insospettito dalla sua malattia. Proprio questo indagherà sul passato di Camille, e sulla morte di sua sorella Marian, avvenuta molti anni prima. Aprire le cartelle cliniche della piccola Marian sarà proprio come aprire un vaso di Pandora, e tutti i pezzi del puzzle si metteranno insieme.

La scoperta della malattia mentale di Camille, e tutto ciò che l’ha innescata, sarà effettivamente la chiave per sbloccare le indagini. L’assassino di Ann e Nathalie si rivelerà essere qualcuno di inaspettato e insospettabile, sia per il pubblico, che per gli abitanti di Wind Gap.

L’onnipresenza della colonna sonora.

Ho prima accennato alla colonna sonora. La musica è un elemento quasi onnipresente in Sharp Objects, quasi sempre riprodotta da un lettore mp3 (se proprio vogliamo dirlo è un iPod) o da uno stereo. i generi musicali sono vari: dai Led Zeppelin a Carole King, da 2Pac a Ludovico Einaudi, da Bob Dylan a Snopp Dogg, ce n’è per tutti i gusti+1 insomma! Come si può notare, la musica ha un ruolo molto importante, in particolare per Camille, sia nel suo passato che nel suo presente. Le viene dato molto rilievo nelle scene in cui è alla guida della sua auto, aiutandola a rievocare dettagli ed eventi della sua infanzia o anche più recenti.

A un altro personaggio di  in particolare si può associare la musica: Alan Crellin (Henry Czerny), il padre di Amma. Spesso – anzi, siamo onesti, questa è l’unica cosa che fa per 8 episodi – accende il suo stereo, con tanto di luci per entrare nel mood, e ascolta la musica con le cuffie nel comfort del suo salotto. Il suo personaggio è molto marginale. Non a caso ho parlato di thriller al femminile: (alcune) donne di Wind Gap sono il fulcro degli avvenimenti, i personaggi maschili hanno un rilievo minore, e di certo non parliamo di Alan. Si tratta dello sceriffo Vikcery, del detective Willis, John e Bob.

Nonostante le apparenze, Camille Preaker non riuscirà a sfuggire ai suoi demoni e a quelli della sua famiglia. Ma riuscirà a perdonarsi per la morte della piccola Marian, e a convivere con se stessa, nonostante la sua vita si riveli essere un vero e proprio dramma.

Sharp Objects
Eliza Scanlen nei panni di Amma Crellin

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La performance di Amy Adams in Sharp Objects, la serie targata HBO, è, a mio parere, una delle migliori della sua carriera. Ma non sono da meno quelle di Patricia Clarkson (Adora) e della giovane Eliza Scanlen (Amma), vera rivelazione della serie. Una nota degna di merito va anche a Sophia Lillis (Beverly in It), che ha vestito i panni di Camille da ragazzina. Tutte queste attrici sono riuscite ad esprimere in modo travolgente l’intensità, e la complessità dei loro personaggi, rendendo la storia ancora più avvincente e intrigante. Adattata dal romanzo di Gillian Flynn, la storia si rivela essere più intricata di quanto possa sembrare, proprio sulla stessa linea di Gone Girl, sempre opera della scrittrice statunitense; ma Sharp Objects ha un tono più inquietante, che non scade però nello scontato.

A mio parere, Sharp Object potrebbe essere una delle migliori serie di questo 2018, sicuramente della stagione estiva. Consiglio vivamente di guardarla, anche se non siete amanti dei thriller. Anzi, a dirla tutta, penso abbia bisogno di essere vista ben due volte (cosa che personalmente farò appena avrò tempo), così da poter ricercare quei minimi particolari che potrebbero aver portato alla scoperta dell’assassino. Ovviamente, se temi come l’autolesionismo – o le malattie mentali in generale -, l’assunzione di alcool o droghe, hanno un effetto trigger su di voi, vi sconsiglio di guardarlo. 

In Italia Sharp Objects sarà trasmessa su Sky Atlantic dal 17 Settembre.

Sharp Objects
Amy Adams nei panni di Camille Preaker

Un piccolo suggerimento: alla fine dell’ultimo episodio aspettate la fine dei titoli di coda (in stile Marvel).

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