Winnie The Pooh censurato – Ritorno al Bosco dei 100 acri non sarà rilasciato in Cina!

ritorno al bosco dei 100 acri
La Cina ha negato il rilascio del film Disney, “Ritorno al bosco dei 100 acri”.

Ritorno al Bosco dei 100 acri”, con protagonista Ewan McGregor nei panni di Christopher Robin, è atteso questo fine settimana nella sale degli Stati Uniti e si pensa riesca a superare il campione di incassi della scorsa settimana, “Mission: Impossible – Fallout

Ispirato alle classiche storie per bambini di A. A. Milne, “Ritorno al bosco dei 100 acri” riprende la storia di Christopher Robin da adulto. Robin è divento un uomo d’affari e ha dimenticato i suoi amici d’infanzia Winnie The Pooh, Pimpi, Tigre, Ih-Oh…
Dopo che Christopher Robin riceve una visita a sorpresa dal suo vecchio amico Pooh, parte per un viaggio alla ricerca dei suoi vecchi amici. Questi torneranno a far parte della vita di Christopher Robin aiutandolo a riscoprire la gioia.

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Sebbene “Ritorno al bosco dei 100 acri” sembri il più innocente dei film, The Hollywood Reporter rivela che la Cina ha negato alla Disney il diritto di rilasciarlo nel paese. Secondo le fonti, il motivo del divieto del film non ha nulla a che fare con l’argomento del film e tutto ciò che riguarda la politica. Winnie The Pooh, si scopre, è diventato il simbolo dei gruppi di resistenza che lavorano contro il leader cinese Xi Jinping e il Partito Comunista; il governo cinese sta quindi cercando di reprimere le immagini che ritraggono il personaggio.

Winnie The Pooh è diventato simbolo della resistenza quando i blogger hanno notato una somiglianza fisica tra il personaggio e Xi Jinping, e da allora la Cina si è adoperata per rimuovere le immagini di Pooh dai media. La Cina ha persino bloccato la HBO l’anno scorso dopo che l’ospite John Oliver ha fatto battute suoi confronti tra Pooh e il presidente cinese.

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Ritorno al bosco dei 100 acri” è il secondo film della Disney a cui viene negato il rilascio in Cina quest’anno. All’inizio del 2018, la Cina ha rifiutato di pubblicare “Nelle pieghe del tempo” di Ava Duvernay, che ha incassato un misero $132 milioni al botteghino mondiale.

Anche se la Cina è cresciuta fino a diventare il secondo mercato cinematografico più grande del mondo e i film americani sono diventati enormi progetti, la sensibilità culturale non è la stessa e spesso porta a incomprensioni. Occasionalmente, gli studi cinematografici sono disposti a soddisfare il mercato cinese annacquando i contenuti e persino prendendo decisioni di casti che soddisfino il pubblico cinese. Tuttavia, nel caso di “Ritorno al bosco dei 100 acri“, il problema non è tanto una disconnessione culturale quanto una situazione politica e non c’era nulla che la Disney avrebbe potuto fare per aggirare questa realtà.

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