Lars Von Trier scandalizza Cannes con il suo “The House That Jack Built”: fuggi fuggi dalla sala

Il regista Lars Von Trier ha presentato il suo primo film al festival dopo essere stato temporaneamente bandito per aver fatto battute su Hitler nel 2011.

Quando Lars Von Trier è entrato nel Palais alle 10 di lunedì sera, il cineasta danese è stato accolto da una grande ovazione. Questo segna il suo ritorno al Festival di Cannes dopo un esilio di ben 7 anni.
Ma gli applausi si sono presto tramutati in gemiti e orrore quando diversi membri del pubblico sono fuggiti dalla sala nel bel mezzo della prima mondiale di “The House That Jack Built“, presentato fuori concorso.  Il film vede Matt Dillon nei panni di Jack, un serial killer che vede i suoi omicidi come elaborate opere d’arte.

Lars Von Trier ha camminato sul tappeto rosso accanto a Matt Dillon e gli altri attori Sofie Grabol, Bruno Gans e Siobhan Fallon Hogan. Uma Thuman e Riley Keough non erano presenti alla prima mondiale.

Come promesso il regista ha portato il sangue sulla Croisette. Anche i biglietti includevano un avvertimento di “violenza esplicita”.

Pare che una grande parte del pubblico del Grand Théâtre Lumière (2.400 posti) si sia ribellato alla visione. Ramin Setoodeh di Variety ha riferito che oltre 100 spettatori siano usciti dalla sala in segno di protesta mentre altri sui social stimavano che metà degli ospiti se ne fosse andato presto.

Il film della durata di due ore e mezzo è stato proiettato fuori concorso, motivo di orgoglio per la produttrice Louise Vesth, che indossava una maglietta con scritto “Out of Competition“. “The House That Jack Built” è stato l’evento più atteso fin’ora da critici e stampa anche se molti di questi hanno definito il film “vile“, “vomito“, “non avrebbe dovuto essere realizzato”. Tuttavia la folla (almeno quella rimasta in sala) ha festeggiato Lars Von Trier con una standing ovation di 6 minuti.

In seguito, nella sala stampa, un giornalista ha chiesto a Von Trier: “Hai preso le medicine?

Lars Von Trier ha descritto il film dicendo: “Per molti anni ho girato film su donne buone, ora ho fatto un film su un uomo malvagio.

“Alcuni sostengono che le atrocità che commettiamo nelle nostre finzioni sono quei desideri interiori che non possiamo commettere nella nostra civiltà controllata. Quindi sono espressi attraverso la nostra arte. Non sono d’accordo. Credo che il paradiso e l’inferno siano la stessa cosa. L’anima appartiene al paradiso e il corpo all’inferno.”

Queste le parole del serial killer interpretato dal candidato all’Oscar, Matt Dillon.

 

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