Ritorno al futuro : lettura (poco) critica di un classico senza…tempo!

Futuro

Sabato pomeriggio. Hai dieci anni. Fai zapping in TV (anche se non conosci questo termine). Capiti su Italia Uno. Cosa trasmettono? Ritorno al futuro. Di nuovo? E basta, l’avranno mandato cinque volte in un anno!

Questo sono io fino ai dodici anni. Ebbene si, ammetto le mie colpe. In inglese : my fault. In gergo inglese : my bad. E poi basta, conosco solo l’inglese quindi non vi aspettate altre lingue. Insomma, non sono un fan della Trilogia puro. Sono spurio. Come le migliori coppie, anche io e Marty McFly abbiamo avuto i nostri alti e bassi. A dodici anni, però , ho preso coraggio, mi sono seduto sul divano (okay,il vero coraggio è alzarsi dal divano) e ho guardato Ritorno al futuro – parte 1. Dire che è stato amore a prima vista è dire poco. Non appena ho finito di vederlo, volevo subito la Parte 2 , e poi la Parte 3. Avrei voluto buttarmi nel televisore e saltare nella DeLorean.

Futuro

 

Quello creato da Bob Gale e Robert Zemeckis è un universo cult nel vero e proprio senso della parola, che in inglese vuol dire culto.

La sinossi è estremamente semplice : Doc Emmett Brown inventa la macchina del tempo. Mentre sta mostrando al suo amico Marty McFly come funziona, egli verrà raggiunto da dei terroristi a cui ha rubato del plutonio ed ucciso. Marty, per scappare, si troverà costretto a salire nella macchina e , per errore, finirà nel 1955 , anno in cui si troverà ad interagire con i suoi genitori adolescenti e non ancora innamorati l’uno dell’altra.

Futuro

La particolarità di Ritorno al futuro è quella di non essere , per dirla in termini contadini, né carne né pesce. Provate a pensare in maniera oggettiva : potreste dire che sia una semplice commedia? No. Solo una storia di formazione? Neanche. Beh allora sarà un film estremamente fantascientifico ! Ehm…no. Gli sceneggiatori dovettero aspettare quattro anni prima di trovare un produttore. Il fatto è che, in quegli anni, le commedie giovanili erano estremamente volgari, sessuali,esplicite. Nessuna major aveva riconosciuto il grande valore artistico di questa storia. Ironicamente,anche la Walt Disney Pictures rifiutò la produzione del film, perché nessun film con al proprio interno un latente incesto tra madre e figlio poteva esserle affiancato.

Alcuni particolari vennero modificati : ad esempio , la macchina del tempo, era stata pensata essere un frigorifero invece che una vera e propria automobile. Si pensò però , giustamente, che qualche ragazzino facilmente suggestionabile potesse chiudersi in frigo per imitare il giovane protagonista.

Alla fine, nel 1984 , un certo Steven Spielberg , decise di produrre il film , convincendo anche la Universal Pictures.

Un presente deludente

La timeline della Trilogia è piuttosto complessa. La storia parte il 25 ottobre 1985 a Hill Valley , California. Marty McFly ha 17 anni , è un bravo ragazzo ma un po’ scapestrato. L’unica punta di luce nella sua vita è la sua ragazza Jennifer Parker. La sua famiglia è…particolare. Il padre George non ha spina dorsale e si fa bullizzare ancora da Biff Tannen , suo compagno di liceo. La madre Lorraine è una donna che ha visto i propri sogni infrangersi e trova conforto nell’alcol. I fratelli di Marty , Dave e Linda , sono nullafacenti. L’unico in famiglia che sembra voglia cambiare qualcosa è proprio il protagonista. Ci riuscirà?

Ora , ragazzi : siamo negli anni ’80 , l’America va forte, Wall Street è al top della propria ascesa , la cocaina entra nelle narici più importanti del Paese , secondo voi , con tutta questa positività , Marty non riesce a realizzare i propri sogni? Ma certo che ci riesce!

Ad aiutarlo , involontariamente, arriva Doc Brown. Con la macchina del tempo, il giovane finirà nel 1955 dove aiuterà i genitori a mettersi insieme e a conoscere meglio sé stessi.

Il rapporto tra il vecchio saggio dai capelli bianchi ed il ragazzino pieno di grinta e voglia di fare è un topòs letterario non indifferente. Come? Volete che vi elenchi tre esempi celebri? Siete sicuri? Okay, anche perchè sono gli unici che mi vengono in mente. La letteratura anglosassone ci fornisce tre esempi cardine : il primo, quello per eccellenza, è ovviamente il connubio tra Merlino e il giovane Artù che , sotto la guida del mago diventerà Re d’Inghilterra. Ad inizio ‘900, JRR Tolkien crea le figure di Gandalf e dello hobbit Frodo Baggins , il quale , sotto la guida del primo , riuscirà a distruggere l’anello di Sauron. Ed infine last but not least, abbiamo i protagonisti del fenomeno mondiale di inizio millennio : Harry Potter ed Albus Silente (Dumbledore in originale).

Paradossi edipici

Tornando indietro nel tempo , Marty vivrà un’esperienza paradossale. Il termine non è scelto a caso : egli creerà un paradosso temporale in cui sua madre , invece che innamorarsi del proprio futuro marito, si innamorerà del proprio futuro figlio (inconsciamente). Il giovane protagonista si ritroverà ad essere preda sessuale di sua madre , la quale non gli darà tregua , vivendo una sorta di complesso di Edipo al contrario. La situazione creerà non poche situazioni divertenti , avendo poi il culmine nel bacio che i due si scambieranno in auto la sera del ballo,dopo il quale Lorraine dirà :

È come baciare mio fratello !

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Anche il tema del viaggio nel tempo è molto caro all’immaginario collettivo. In materia, un esempio è Doctor Who , serie della BBC che va in onda dagli anni ’60, in cui il Dottore viaggia nel tempo a bordo del Tardis , una cabina telefonica inglese adibita a macchina del tempo. Più recentemente , invece, JK Rowling ha creato un curioso strumento , la GiraTempo , in grado di trasportare indietro nel tempo chiunque lo desideri.

Una volta tornato nel proprio presente, Marty troverà che i consigli dati ai propri genitori 30 anni prima hanno dato i propri frutti : suo padre è diventato uno scrittore fantascientifico e così la sua famiglia ha una posizione sociale molto alta. In più, Biff Tannen è stato domato e lavorerà per George.

Un futuro passato

La chicca divertente della trilogia è vedere come nel 1985 vengono immaginati i nostri giorni. In Ritorno al futuro – parte 2 , Marty e Doc vanno nel 2015 per salvare il figlio del primo. Qui ci troviamo di fronte ad un futuro più che idealizzato. Macchine volanti, televisioni parlanti , skateboard che non riescono a volare sull’acqua. L’unica nota azzeccata è l’utilizzo del 3D. Ciò che rimpiango di più , sinceramente , sono le previsioni meteo precise al secondo. Purtroppo , 33 anni dopo il 1985 devo ancora vestirmi a cipolla perché potrebbe piovere o far caldo da un momento all’altro.

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Accordi tra le storie

Gli sceneggiatori sembrano aver preso spunto da diverse fonti. L’ipotesi della macchina del tempo è sicuramente frutto della teoria della Relatività di Albert Einstein. Senza di essa, non avremmo termini come continuum spazio-temporale o tessuto temporale. Anche la filosofia sembrerebbe implicata nella sceneggiatura , con l’eterno ritorno nietzschiano sempre lì dietro l’angolo. Infatti , molti elementi viaggiano nel tempo insieme a Marty e Doc. Innanzitutto , la rivalità tra la famiglia McFly e la famiglia Tannen. Nel corso del terzo capitolo, si scoprirà che le due famiglie sono rivali sin dall’arrivo dei McFly negli USA dall’Irlanda e che i McFly non sempre hanno chinato la testa. Tra le gag ricorrenti, abbiamo la fuga di Marty in skateboard e la love story travagliata tra i Tannen e il letame.

Un elemento importante e portante all’interno dell’opera è l’orologio della piazza di Hill Valley.

All’inizio della storia, l’orologio è rotto. Quando Marty tornerà nel 1955 sfrutterà l’elettricità del fulmine che colpirà l’orologio per tornare nel 1985. Nel 1885 , invece, vedremo l’orologio in fase di costruzione e i due protagonisti si faranno fotografare accanto ad esso, finendo negli archivi della città. Non è curioso che in un film sui viaggi nel tempo l’elemento più ricorrente sia un orologio? Beh.. no.

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Alla fine della storia, tra vari salti temporali, paradossi e scazzottate , tutti i personaggi saranno maturati e troveranno la propria strada. Oppure no. Marty aiuterà suo padre a farsi valere, dandogli una mano nel passato che poi si ripercuoterà nel futuro. Doc troverà la propria stabilità nel passato . Egli, infatti , si stabilirà nel vecchio West dove appenderà il cappello al chiodo. E Marty? Beh, lui , essendo giovane, imparerà che il futuro è ancora tutto da scrivere, non è già programmato e che l’uomo è artefice del proprio destino.

Cosa ne pensate? Siete d’accordo con quest’analisi? Fatemi sapere le vostre opinioni e continuate a seguirci su C’era una volta Hollywood.

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