L’uomo che visse due vite : Alfred Hitchcock tra pubblico e privato

Hitchcock

Prendiamo tre parole a caso : pancia, coltello, uccelli. Sapreste dirmi il minimo comune denominatore di queste tre parole? Avreste ragione a pensare che io abbia avuto un ictus, potreste chiamare un’ambulanza, farmi internare e l’articolo potrebbe finire qui. Arrivederci e grazie. No , dai , troppo facile disfarvi di me. Riproviamo : madre, omicidio, doccia. Ci siamo ? Vedo i vostri occhi illuminarsi sullo schermo e non solo per la luce ultravioletta che vi brucerà cornea e retina prima dei 65 anni. Esatto : Alfred Hitchcock. 

Hitchcock

La figura di Hitchcock è un patrimonio dell’umanità.

Psyco , La donna che visse due volte, L’uomo che sapeva troppo, Gli uccelli, Rebecca – la prima moglie , Intrigo internazionale , sono soltanto sei tra i film più famosi di un uomo che ha lavorato nell’industria cinematografica per cinquantun anni, dal 1925 al 1976.

Dal muto al sonoro, dal bianco e nero ai colori, Hitchcock ha sperimentato sempre con grande entusiasmo i cambiamenti dell’industria. Potrei star qui ad elencarvi i suoi successi maggiori, analizzandoli e smontandoli pezzo per pezzo, ma so che siete qui perché volete sapere qualcosa di meno mainstream , e poi non va tanto neanche a me.

I film si guardano , non si spiegano.

L’importanza di Hitchcock risiede nell’attualità dei temi trattati : non bisogna banalizzare i thriller anni ’50 e ’60. Se volete saperla tutta, quelli sono i miei film preferiti : nessun effetto speciale accattivante, nessuna CGI spettacolare. Soltanto teatri di posa, giacche e cravatte, borghesia medio-alta e tanta , tantissima ottima recitazione e scrittura. Hitchcock attraversa le paure più recondite dell’animo umano , le smuove dal profondo, le fa lievitare fino a farle emergere nel momento in cui lo spettatore meno se lo aspetta. Complice di ciò è la sua psicologia estremamente particolare. Stando alle cronache dell’epoca, Hitch ebbe un’infanzia travagliata. Il suo essere introverso lo portò a star chiuso ore ed ore nella sua cameretta, da solo.

Ero terrorizzato dalla polizia , dai preti Gesuiti , dalle punizioni corporali […]. Questa è la radice del mio lavoro. Adesso mi sto riprendendo terrorizzando la gente.

Correlati a queste paure, nacquero interessi che vennero sviluppati nei suoi film : colpevolezza, punizione e sesso. La sfera sessuale in Hitchcock è molto sviluppata. Più che di sfera sessuale, però, dovremmo parlare di sfera sensuale. Soprattutto negli anni ’50 , gli Stati Uniti erano ossessionati con la salvaguardia delle apparenze. Vedete , il maccartismo aveva preso piede fino a modificare ogni minimo aspetto della vita quotidiana.

Per chi non lo sapesse, il maccartismo è una corrente anticomunista nata negli anni ’50 (in piena Guerra fredda). La paura dei comunisti ha portato a livelli di controllo esagitati. Gli ideali americani di salute , benessere, felicità e prosperità sono stati esasperati a tal punto che se noi , uomini del 2018, pensiamo a quell’epoca immaginiamo tutti la stessa scena : una famiglia medio borghese , rigorosamente bionda , che è seduta a tavola per cena intenta a bere latte e a mangiare tacchino. Il tutto coronato da dei sorrisi stereotipati stampati sulla faccia. Ma cosa c’entra tutto questo con il caro vecchio Hitch?  

La salvaguardia delle apparenze e la censura a livelli da Inquisizione spagnola colpirono Hollywood. 

Prima di andare in produzione, una sceneggiatura doveva essere sottoposta al vaglio di una commissione preposta alla censura. Le maggiori opere di Tennessee Williams vennero bistrattate a causa della censura, ma quei film rimangono dei classici soprattutto per le memorabili interpretazioni dei loro attori ( si pensi a Un tram che si chiama desiderio La gatta sul tetto che scotta). Anche Alfred Hitchcock , regista di film cruenti e dai temi scabrosi, venne a scontrarsi con la commissione. La battaglia più dura, che noi oggi riterremmo assurda e banale, fu quella per inquadrare il water in Psyco. IL WC ! Pensate quanto potesse essere restrittiva la censura!

In questo clima di repressione e di revival della caccia alle streghe, la sessualità del regista usciva preponderante. Nei suoi film , la carica erotica è palpabile e molto spesso alla base dell’azione. Iconico è il finale di Intrigo internazionale , in cui Cary Grant ed Eva Marie Saint si baciano nella cabina notte di un treno distendendosi sul letto. L’inquadratura successiva (quella finale) ci mostra il treno che entra in galleria. Devo spiegarmi o sono stato abbastanza eloquente?

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Il fatto che Hitchcock vivesse in questa profonda repressione, lo portò a sviluppare una insana ossessione nei confronti delle proprie attrici.

Il matrimonio con la moglie Alma Reville era , usando termini eleganti , poco consumato. Una volta avuta la loro piccola Patricia , i rapporti tra marito e moglie divennero freddi e poco intimi. Alfred , secondo il gossip dell’epoca, era solito anche vestirsi da donna, possedendo un vero e proprio guardaroba femminile (dal momento che non si sentiva a suo agio con il proprio corpo). Si può dire a buon diritto che la sua educazione cattolica si sia rivoltata dentro di lui : i no si sono trasformati in si. É proprio vero che il proibito ha un appeal migliore sull’uomo.

L’attrice che per prima rubò l’attenzione maniacale del regista britannico fu colei che ruberebbe il cuore anche all’uomo di latta de Il mago di Oz : Grace Kelly.

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Hitchcock voleva il controllo totale sull’attrice : lo attirava , per dirla nei suoi termini , il connubio di frigidità e lussuria che l’attrice lasciava trasparire. Egli credeva di essere stato colui che salvò Grace Kelly dall’essere ritenuta una donna fredda. Il rapporto tra i due era basato su una stima reciproca e sullo scambio di battute piccanti, una sorta di riscatto per l’educazione rigida ricevuta da entrambi. Nel momento in cui la donna decise di sposare Ranieri di Monaco , il regista non la prese bene e si concentrò su un’altra attrice , Vera Miles. Quando assunse Vera , egli voleva avere il controllo totale su di lei , incluso controllo sulla sua acconciatura e sul suo sorriso. L’attrice però non gradiva queste attenzioni e decise di chiudere i rapporti.

Joan Fontaine, protagonista di Rebecca – la prima moglie , non ebbe un idillico rapporto con il proprio director : l’attrice soffriva di pesanti ansie e il regista le rese la vita sul set un inferno,portando il cast a non avere molta simpatia nei suoi confronti. Per spezzare una lancia a favore di Alfred , credo fosse una tattica per migliorare l’interpretazione dell’attrice, vista la materia del film.

Colei che ebbe maggiori problemi, pressioni ed incomprensioni col regista fu Tippi Hedren , protagonista de Gli uccelli e di Marnie. 

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L’attrice venne notata dal regista nel 1962 , a 31 anni. Egli fu subito preso dalla sua bellezza e , senza che ella avesse nessuna esperienza cinematografica, le affidò il ruolo principale nel celeberrimo Gli uccelli. Fin da subito, le avances di Hitchcock si fecero insistenti. L’attrice ha in seguito dichiarato che il regista, durante un viaggio in limousine, l’avrebbe aggredita tentando di baciarla. Dopo il rifiuto della Hedren , la situazione peggiorò. È noto ai più che il regista si fece costruire un passaggio segreto per lo spogliatoio dell’attrice, così da poterla spiare. Alla troupe il passaggio era interdetto , dal momento che il regista era estremamente geloso.

Il punto più basso tra i due si ebbe nel 1964 , sul set di Marnie Hitchcock assalì fisicamente l’attrice tentando un approccio sessuale. Da quel momento in poi , è cosa nota , i due comunicarono soltanto attraverso una persona interposta.

Affrontando questi temi , viene naturale il paragone con il terremoto mediatico e giudiziario in corso ad Hollywood in questi mesi. Mai nessuna donna aveva avuto il coraggio di denunciare. La domanda sorge spontanea : se si sapeva , perché nessuno ha fatto nulla? Weinstein ha rovinato delle carriere, ha impedito che le donne parlassero. Tutto questo per un no. 

Se le attrici molestate da Hitchcock (fisicamente o meno : è comunque una molestia) avessero parlato , non avrebbe fatto alcuna differenza. La posizione femminile negli anni ’50 era subordinata all’uomo. Le azioni del regista erano legittimate dal costume. Weinstein è stato legittimato da sè stesso : forte della propria potenza, del proprio denaro , egli si è coperto le spalle da solo.

Fino ad oggi , fino a che qualcuno ha detto per l’ennesima volta #metoo e altri hanno risposto #timesup.

Nonostante questo quadro pieno di luci e di ombre su Alfred Hitchcock  , vorrei aggiungere una mia piccola considerazione. Credo che il registal’uomo siano due entità distinte. Non vorrei che questa descrizione vi possa annebbiare la vista difronte ai grandi capolavori che ci sono stati donati da questo inglese corpulento. Che l’uomo contamini il regista è cosa certa : sono ignobili alcune azioni da lui compiute ma prego chiunque apprezzi anche il minimo fotogramma prodotto da Alfred Hitchcock di riuscire a guardare con purezza la grandezza e la maestria di un talento innegabile.

Se questo articolo non vi ha annoiato e vi ha suscitato anche la minima curiosità nei confronti dell’arte su cellulosa , siete pregati di cliccare qui : C’era una volta Hollywood !

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