Natalie Portman rifiuta il Nobel ebraico: ecco perché!

Natalie Portman

Natalie Portman, l’attrice israeliana naturalizzata statunitense, si trova al centro della tempesta scatenata dal suo rifiuto del premio Genesis.

Lo scorso novembre era stato annunciato che Natalie Portman sarebbe stata premiata con il premio Genesis. Questo è un riconoscimento che viene definito “il Nobel per le persone di discendenza ebraica”. Recentemente però, l’interprete di Annientamento, ha annunciato che non parteciperà alla cerimonia di premiazione.

LEGGI ANCHE: Annientamento: recensione del nuovo film Netflix con Natalie Potman

Un portavoce dell’attrice ha informato: “I recenti eventi manifestatesi in Israele sono stati estremamente sconvolgenti per lei. Non si sente a suo agio nel partecipare ad alcun evento pubblico nel Paese. Non può, secondo la sua pura coscienza, partecipare alla cerimonia”. Gli eventi a cui si fa riferimento sono gli omicidi di inermi manifestanti palestinesi avvenuto a Gaza.

Natalie Portman

La notizia della decisione della Portman ha scatenato una forte reazione sui social media. I connazionali dell’attrice si sono accaniti, manifestando il loro disappunto di fronte a tale scelta. Ciò è in parte dovuto anche al tempismo della notizia: il 19 aprile il paese ha festeggiato il 70esimo anniversario del Giorno dell’Indipendenza; ecco perché il suo popolo si è sentito offeso dalla sua scelta. In alcuni post, quello della Portman è stato associato a un atto di tradimento, in altri viene definito un una vergognosa scelta elitaria contro i suoi stessi compatrioti  e ancora come un cedimento alla strategia del movimento BDS.

Alcuni utenti hanno addirittura suggerito di assegnare il premio ad un’altra attrice. L’interprete in questione sarebbe Gal Gadot, in quanto ritengono che rappresenti con più grande onore il paese.

La decisione di Natalie Portman non è stata ben accolta neppure da Miri Regev, che l’ha associata con il Boycott, Divestment and Sanctions, il movimento contro Israele:

“Mi ha rattristato venire a sapere che Natalie Portman sia caduta come un frutto maturo nelle mani dei supporter del BDS. Natalie, un’attrice ebrea nata in Israele, si è unita a coloro che si riferiscono al successo e alla meraviglia della nascita di Israele come ‘un racconto di oscurità’.

Regev fa rifeimento al debutto da regista dell’attrice, A Tale of Love and Darkness, un adattamento del romanzo autobiografico dell’israeliano Amos Oz.

LEGGI ANCHE: Charlize Theron confessa: “Ho dovuto prendere 22 kg: non è stato facile.”

Con un post su Instagram l’attrice ha spiegato le motivazioni della sua decisione. Nella sua dichiarazione rende noto di aver rifiutato di partecipare in quanto non voleva che la sua presenza dimostrasse, erroneamente, in alcun modo il suo appoggio al Primo Ministro Benjamin Netanyahu. La Portman ha concluso la lettera annunciando che questa esperienza l’ha ispirata a mostrare il suo sostegno ad alcune organizzazioni benefiche in Israele; presto annuncerà di quali si tratta. Non è la prima volta che l’attrice si dedica a organizzazioni di questo genere: è una delle fondatrici del movimento femminista Time’s Up.

View this post on Instagram

My decision not to attend the Genesis Prize ceremony has been mischaracterized by others. Let me speak for myself. I chose not to attend because I did not want to appear as endorsing Benjamin Netanyahu, who was to be giving a speech at the ceremony. By the same token, I am not part of the BDS movement and do not endorse it. Like many Israelis and Jews around the world, I can be critical of the leadership in Israel without wanting to boycott the entire nation. I treasure my Israeli friends and family, Israeli food, books, art, cinema, and dance. Israel was created exactly 70 years ago as a haven for refugees from the Holocaust. But the mistreatment of those suffering from today’s atrocities is simply not in line with my Jewish values. Because I care about Israel, I must stand up against violence, corruption, inequality, and abuse of power. Please do not take any words that do not come directly from me as my own. This experience has inspired me to support a number of charities in Israel. I will be announcing them soon, and I hope others will join me in supporting the great work they are doing.

A post shared by Natalie Portman (@natalieportman) on

Portman ha rifiutato di parlare ulteriormente della questione; tuttavia, sembrerebbe dunque che la sua decisione sia nata sia da un motivo politico, sia in risposta alle proteste di massa nella striscia di Gaza, che hanno visto migliaia di morti e feriti. La sua ostinata opposizione al controverso Primo Ministro risale al 2015; il criticismo dell’attrice verso Netanyahu è nato il giorno della sua elezione, durante il quale invitò i suoi sostenitori a votarlo in quanto “Il governo di destra era in pericolo. ”

LEGGI ANCHE: Johnny Depp liquidato dai suoi avvocati prima del processo contro gli ex manager

The Genesis Prize Foundation ha deciso di annullare la cerimonia, comunicando che i suoi organizzatori “temono che la decisione della signorina Portman possa causare la politicizzazione della nostra iniziativa filantropica; negli ultimi cinque anni ci siamo impegnati duramente affinché questo non accadesse.”

Il Genesis Prize onora individui che si sono distinti per aver ispirato altri attraverso la loro dedizione alla comunità ebraica e ai valori ebrei. Altre personalità hollywoodiane sono state onorate da questo premio, tra loro anche l’attore Michael Douglas.

Una situazione non piacevole quella in cui si è ritrovata Natalie Portman, in cui l’amore ed empatia per la propria patria hanno avuto la meglio.

Seguici su C’era una volta Hollywood.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *