Carrie – lo sguardo di Satana : analisi del film di Brian De Palma

Carrie

L’ho imparato nella mia reggia, io, quanto sia difficile distogliere dall’ira un animo che ne è sconvolto – Medea, Seneca

La figura di Medea è universalmente nota a tutti : la perfida maga che , per vendetta nei confronti del marito Giasone , uccide i propri figli e fugge su dei draghi alati.

Ma cosa c’entra Carrie White con la mitologia greca e latina?

Vedete , Medea e la sua rabbia, nel corso dei secoli, sono diventate proverbiali. Nella letteratura mondiale , innumerevoli sono i rimandi a questa figura mitologica. Una su tutti, la shakesperiana Lady Macbeth, la cui astuzia e freddezza hanno portato all’autodistruzione. La figura di questa donna forte, ma terribile ed affascinante allo stesso tempo, ha superato 2000 anni di storia della letteratura.

Nel 1974 , lo scrittore statunitense Stephen King pubblica Carrie , il suo romanzo d’esordio.

Carrie

La protagonista omonima , seppur nella sua goffaggine, è una Medea del 20esimo secolo con le giuste correzioni stilistiche. Ella non ha come nemico Giasone , ma l’intera scuola. Non è bellissima ed affascinante come la maga, ma è descritta come grassa, con capelli crespi , occhi piccoli e neri ed abbigliamento alquanto opinabile. E allora , direte voi, il punto in comune tra queste donne qual è? Come Medea si destreggia abilmente tra le arti magiche, anche Carrie possiede poteri soprannaturali: telecinesi.  Come Medea , anche Carrie si lascerà prendere dalle passioni più viscerali , fino ad un tragico epilogo.

Adesso, miei cari lettori, addentriamoci un po’ di più nella materia cinematografica, lasciando ai veri esperti i ragionamenti mitologici e letterari. Rivedendo il film a distanza di anni, ho notato questa stretta relazione tra le due antieroine e mi premeva parlarvene, utilizzando questo pretesto come incipit del mio discorso sul film di Brian De Palma. 

Nel 1976 Carrie arriva al cinema , lasciando tutti estasiati.

Carrie

La critica è unanime nel lodare il regista, gli attori, la sceneggiatura. Lo stesso King , notoriamente contrario agli adattamenti cinematografici e televisivi delle sue opere, in puro stile Agatha Christie, affermerà sempre che Carrie è l’unico film ispirato ai suoi romanzi che gli piaccia veramente. La regia di Brian De Palma è estremamente rispettosa dei tempi narrativi di King. Com’è noto, lo scrittore è un maestro nell’alternare diversi livelli di scrittura all’interno delle proprie opere , facendo seguire a scene di vita quotidiana , altre dall’alto tasso di orrore. Guardando il film , questo è estremamente chiaro.

De Palma sembra stia girando la classica commedia americana sugli adolescenti impegnati nei preparativi del prom.

Un esempio è la scena in cui Tommy e i suoi amici sono intenti ad affittare gli smoking per la serata. Oppure il momento in cui le ragazze vengono punite da Miss Collins Desjardin nel romanzo). Nessuno si aspetterebbe di vedere Carrie sbattuta nello sgabuzzino o pugnali e coltelli che volano e si conficcano nella carne. Nei film horror di genere, l’atmosfera è prettamente cupa, oscura e terrificante. In Carrie quest’atmosfera è riservata alle scene che la richiedono. La maestria del regista la si nota, a mio parere, in tutta la scena in cui Chris tiene la corda del secchio sulla testa di Carrie. Il pathos è palpabile, lo spettatore sa cosa sta per accadere e prega affinché non accada ma allo stesso tempo muore dalla voglia di vedere la scena. Il pubblico è insieme a Sue che , accortasi della corda, cerca di fermare Chris e Billy.

Il gesto di Miss Collins , che allontana Sue, condanna tutta la scuola.

L’importanza dei colori

Nella pellicola niente viene lasciato al caso. Una grande rilevanza l’hanno i colori, che diventano rivelatori dello stato d’animo dei personaggi. Partiamo con la protagonista. Carrie, all’interno dell’opera, attraversa diverse fasi : nei primi minuti del film capiamo subito che è una ragazzina ingenua, problematica, che non è coinvolta nel mondo e che non chiede neanche di esserlo. Quando allora inizia a cambiare qualcosa? Dopo l’ora di ginnastica (le ore più brutte della mia vita,a dirvela tutta), la giovane fa la doccia ma ad un certo punto inizia a perdere sangue : il suo menarca è arrivato ma lei,figlia di una fanatica religiosa, non era a conoscenza di ciò che implica la pubertà per le ragazze. Il contrasto del rosso del sangue sul bianco latte della pelle di Carrie indica una cosa : che la ragazza è stata contaminata dal peccato.

Carrie diventa così la perfetta fusione tra purezza e peccato, quest’ultimo l’ha contagiata e presto potrebbe impossessarsi di lei.

Carrie

Nella palestra della scuola, Carrie si coprirà di nuovo di rosso : il sangue del maiale ucciso da Chris e Billy la toccherà di nuovo e la trasformerà in una furia vendicativa. Una sorta di divinità che non distingue più buoni o cattivi , ma che vede tutti come peccatori meritevoli di punizione. Una volta compiuta la propria vendetta, la giovane donna tornerà a casa in preda allo sgomento e allo shock, cercando di lavar via il peccato da sè. Una volta tornata pura e pulita , dovrà fare i conti con la propria madre e decidere il destino di entrambe.

La dicotomia purezza-peccato viene ad essere presente in tutto il film.

D’altronde la visione cristiana puritana è un pilastro portante dell’opera, dal momento che la madre di Carrie, Margaret , è una fanatica religiosa che impone alla figlia le proprie scelte di vita. La donna vede la propria bambina come frutto di un peccato subito da parte del marito e quindi , dopo aver tentato di ucciderla neonata, decide di crescerla con i precetti cristiani, facendole violenza sia fisica che mentale e deprecando ogni stile di vita discostante dal proprio.

Nel film , Margaret indossa soltanto due colori : il nero ed il bianco. Il nero (del suo mantello) è sintomo della sua austerità ed intransigenza. Nell’iconografia puritana, il nero era il colore dei giusti, coloro i quali dedicavano la propria vita a Dio. Il bianco, invece, viene indossato da lei nel momento in cui decide di epurare sè stessa e sua figlia. Storicamente questo è il colore delle vergini sacrificali ma anche delle sacerdotesse che dedicavano sè stesse al servizio di una divinità. Margaret è al completo servizio di Dio e , come Abramo con Isacco, è pronta a sacrificare la propria figlia perché impossessata dal Demonio che le ha donato i suoi poteri paranormali. 

Carrie

Nel tentativo di essere più vicina al proprio Signore, Margaret nei suoi ultimi istanti acquisirà la stessa posizione di Gesù sulla croce , anch’egli sacrificato in nome di Dio.

L’unica vera vittima di tutta questa tragedia greca a in stile USA è Sue Snell. L’errore di Sue è solo quello di aver preso parte alla schermaglia nei confronti di Carrie. Da quel momento in poi lei cercherà sempre di rimediare al dolore provocato, ricevendo solo dolore per sè. Nella scena finale, quella del sogno, Sue è vestita di bianco , ad indicare la sua innocenza, la sua purezza e la sua condizione di vittima , dal momento che la sera del ballo lei ha perso tutto.

Carrie

L’alternanza di luci ed ombre è anch’essa emblematica : la casa dei White è l’unico posto in ombra ed oscuro presente in tutto il film. Ciò indica l’ambiente gretto, malsano, violento ed austero in cui vivono Carrie e sua madre. Il resto della città è un’apoteosi di luce, a rimarcare la normale conduzione della vita quotidiana.

L’aiuto negato e la violenza ricevuta

Carrie

Fino ad ora abbiamo parlato di violenza, peccato, purezza. Parole a casaccio se non contestualizzate. Qual è stata , quindi , la causa scatenante di tutta questa vicenda? Torniamo un attimo alla docce : Carrie , come abbiamo detto . ha il suo menarca e non sa cosa le stia succedendo. Istintivamente chiede aiuto alle proprie compagne le quali, per tutta risposta, la denigrano lanciandole assorbenti al grido di “Metti il tappo!” . Ella si protende piangendo verso di loro ma queste, essendo lei la strana della scuola, con quella madre fanatica, la scansano con disgusto. Quindi Carrie  ha chiesto aiuto ed ha ricevuto violenza. Lo stesso trattamento riceveranno i suoi compagni di scuola quando lei li colpirà : chiederanno aiuto ma riceveranno violenza.

Carrie come metafora dell’adolescenza

Ma che cos’è Carrie se non una mera metafora dell’adolescenza? Pensateci un attimo : proviamo a guardare l’intera vicenda oggettivamente. Spogliando il personaggio di tutti i fronzoli fantastici abbiamo la figura di una ragazzina che chiede di essere trattata al pari degli altri. Non ha mai conosciuto bene, Carrie. Ha sempre vissuto al margine della società. È la classica ragazzina che ha problemi relazionali con la madre, questo si ripercuote su sè stessa. Non ha mai avuto la possibilità di risplendere. Ognuno di noi, prima o poi, passa un momento in cui non trova il proprio posto nel mondo, non riesce a sentirsi inserito, viene un po’ emarginato o si emargina da solo. Carrie , seppur in modo abbastanza catastrofico, trova la forza nascosta dentro di sè. Trova il modo per reagire a tutto questo. Magari Stephen King, scrivendo questo personaggio, voleva esortare chiunque si senta emarginato e solo a far emergere il meglio di sé.

Il cast

Per concludere questo excursus in uno dei capolavori horror internazionali, citiamo un po’ di nomi che vanno ricordati. Sissy Spacek è una mirabolante Carrie White. Il ruolo di una vita, a mio parere, dato che l’attrice rende al meglio le ansie e le paure della timida giovane. A contrastare tutta questa timidezza vi è Piper Laurie , la quale interpreta una terrificante Margaret White , perfetto contraltare della figlia. Le due attrici hanno il primato di essere le prime attrici ad essere candidate al Premio Oscar per un film horror. Menzione d’onore va ad Amy IrvingBetty Buckley, rispettivamente la candida Sue Snell e la forte ed intransigente Miss Collins. Un ruolo secondario, seppur importante, lo riveste un giovane John Travolta, che interpreta Billy Nolan , il ragazzo di Chris Hargensen (Nancy Allen). 

Se leggendo questo articolo non vi siete annoiati e avete deciso di saperne di più su registi, attori e pazze telecinetiche, seguiteci su C’era una volta Hollywood .

P.S. per motivi legali, ci tengo a precisare che per la scrittura di questo articolo nessun maiale è stato maltrattato o ucciso.

 

 

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