Ghost Stories: la recensione del nuovo film horror con Martin Freeman

Lunedì 9 aprile il Lucca Film Festival – Europa Cinema ha dedicato all’ospite speciale Martin Freeman un’intera serata presentando il nuovo film in anteprima italiana, Ghost Stories.

Ghost Stories è il nuovo film horror di Andy Nyman e Jeremy Dyson tratto dalla loro omonima opera teatrale dove il protagonista, il professor Philip Goodman, è interpretato dallo stesso Andy.

Una sera il professor Goodman riceve una busta nella quale trova informazioni su 3 casi soprannaturali inspiegabili e irrisolti. Il primo riguarda un inserviente, il secondo un ragazzo mentre il terzo un padre di famiglia interpretato appunto da Martin Freeman

La fotografia sul paesaggio, connotato da elementi tipicamente british, trascina lo spettatore in un labirinto della mente che lo confonde e lo spaventa.

I tre casi vengono presentati l’uno dopo l’altro. I flash back, carichi di jumpscare, ci colpiscono e ci fanno vivere la paura che quei personaggi hanno provato, ma quando torniamo al presente siamo quasi convinti delle soluzioni razionali date dal professore che è da sempre conosciuto per il suo scetticismo. 

The brain sees what it wants to see.

La sceneggiatura è molto complessa. Come ciò che ci viene mostrato anche ciò che ci viene raccontato ci fa perdere il senso dell’orientamento. Maschere che nascondono volti, coperte che nascondono bambini, cappotti che nascondono persone e pareti che si squarciano come fogli di carta. 

I tre casi trasportano il protagonista in un mondo parallelo e noi con lui. Fino a che, sul finale, tutto si chiarisce. 

COLPO DI SCENA. Non capiamo cosa stia succedendo fino agli ultimi cinque minuti di film. E chi ci avrebbe mai pensato?!

È un film sulla personalità e sulla psiche umana. Non ci sono mostri e non ci sono serial killer, ma ci sono presenze, presenze che si identificano con i fantasmi del passato e vanno a braccetto con il senso di colpa che preme sull’uomo. 

Ghost Stories appartiene al genere del new horror inglese che sforna film di questo tipo, più personali, più reali, senza sangue e senza esagerazioni. Scorre bene, tiene incollati allo schermo, fa sobbalzare sulla poltrona e fa anche riflettere. Sconvolge ma fa anche ridere

Ghost Stories

Come lo stesso Martin Freeman ha affermato durante la conferenza stampa del festival, Ghost stories è sì un horror, ma un horror velato anche di ironia. Fa ridere e un secondo dopo porta a tapparci gli occhi. Un contrasto di emozioni che fa di questo film uno dei migliori horror degli ultimi anni, anni durante i quali è necessario provare nuove strade e dare nuova vita all’horror cinematografico.

Seguici anche su C’era una volta Hollywood

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *