American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace, La Recensione

L’assassinio di Gianni Versace è la seconda stagione tanto attesa della serie tv antologica American Crime Story e così come si evince dal titolo è una serie che promette di trattare dell’omicidio dello stilista italiano Versace da parte del serial killer Andrew Cunanan. In onda su Fox Crime dal 19 gennaio, lo scorso venerdì 23 marzo si è conclusa.

Gianni Versace

La serie su Gianni Versace è composta da 9 episodi e nel corso di essi si è voluto raccontare come il sociopatico Cunanan sia arrivato allo stilista italiano.

Parlando della serie da un punto di vista tecnico non si trovano aspetti negativi. La serie tv è infatti ben realizzata.
Molto curata nella fotografia e nella scenografia, integra perfettamente il visivo al sonoro.
Abbiamo due tipologie di musica e abbiamo due tipologie di scenografia. Ad ognuna di queste corrisponde un personaggio. Quello che i creatori de L’assassinio di Gianni Versace hanno voluto mettere in evidenza era la grande differenza che correva tra lo stilista e il suo omicida. Sono due omosessuali la cui vita si è incrociata due volte, la prima a San Francisco e la seconda a Miami il giorno dell’uccisione di Versace. Ma mentre il primo viveva nel lusso circondato da persone che lo amavano, il secondo si è sempre prostituito andando alla ricerca di anziani milionari, e non, da ingannare (e uccidere).

Gianni Versace

La scenografia e la musica che avvolgono Gianni Versace sono classicheggianti e kitsch.

Il lusso, l’oro, la ricchezza che lo circondano ci colpiscono e sono un chiaro prolungamento della sua personalità e della sua sensibilità alla bellezza.

Gianni Versace

Andrew Cunanan invece è accompagnato costantemente da una musica inquietante, che diventa nel corso della serie il suo tema, soprattutto quando sta per compiere i suoi omicidi. A livello di scenografia, anche se pure nel suo caso vediamo ville e uomini ricchi, questi non condividono affatto il gusto di Versace. Abbiamo villette moderne di cui Andrew vuole impossessarsi, che si alternano a case umili nelle quali l’assassino si rifugia.

Gianni Versace

La fotografia invece ci guida perfettamente. Ci fa sentire quello che sentono i personaggi, grazie all’alternanza dei dettagli ai campi lunghi e grazie ai colori intensi degli arredamenti e dei paesaggi. Ci fa conoscere l’infanzia di Cunanan e anche quella di Versace. Forse l’unica pecca in questo campo è l’aver (come nella maggior parte delle produzioni americane) stereotipato il paesaggio italiano. I colori infatti sono troppo caldi, quasi tendenti al seppia.

Simpatica è la mancanza di linearità temporale. Tutti gli episodi mantengono costantemente lo spettatore sull’attenti. Non è consentito rilassarsi o perdersi qualcosa, ma fondamentale è l’attenzione nei confronti dei continui salti indietro e in avanti nel tempo.

La recitazione degli attori è il punto più alto dell’intera serie. Primo fra tutti Darren Criss che interpreta Andrew Cunanan, il vero protagonista. Criss è entrato perfettamente nella parte del sociopatico, convince così tanto che quasi fa paura. Ha sorvolato le aspettative e puntata dopo puntata la sua performance è andata migliorando. L’apice ovviamente lo ha raggiunto nell’ultima, soprattutto dal momento in cui decide di rasarsi i capelli.

Gianni Versace

Gli altri invece, nonostante si siano visti ben poco, hanno fatto un ottimo lavoro. Penelope Cruz e Edgar Ramirez nei panni di Donatella e Gianni Versace hanno meravigliato. Soprattutto nel modo di parlare, con il loro inglese italianizzato, e nel portamento.

La Cruz infatti, senza prendere in considerazione la somiglianza fisica, si mostra come una fotocopia di Donatella.

Gianni Versace

Gianni Versace

Sebbene sia difficile trovare note negative ne L’assassinio di Gianni Versace ciò che meno ha convinto è la coerenza della sceneggiatura al titolo. Forse semplicemente togliendo una “i” il risultato sarebbe stato tutt’altro. Invece che L’assassinio di Gianni Versace il titolo più adatto sarebbe stato L’assassino di Gianni Versace in quanto il vero protagonista è Andrew Cunanan. Si racconta la sua storia e si raccontano i suoi omicidi mentre all’assassinio di Gianni Versace sono riservati soltanto il primo e l’ultimo episodio.

Nonostante tutto la visione di American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace è consigliata!

 

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