Coco: il ricordo che sopravvive alla morte

Il film d’animazione Disney Pixar Coco trionfa alla 90esima edizione degli Academy Awards!

Ma partiamo con il dire qualche cosa sulla cultura messicana che il film ci presenta.

Tra il 31 ottobre e il 2 novembre di ogni anno si festeggia in Messico, e in alcune altre zone dell’America Latina, El dia de los Muertos, festa proclamata Patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO.

Nel giorno dei morti i messicani festeggiano, per ossimoro, la vita, allestendo e decorando con petali di calendula un altare nella propria abitazione dove poi posizionano le foto dei parenti defunti da ricordare.
Questo perché si pensa che in questa occasione, grazie alle foto esposte, le anime dei morti tornino a fare visita alla propria famiglia (senza essere visti) attraversando un ponte di fiori dorati.

È proprio questa usanza a fare da sfondo alla storia di Miguel, protagonista del nuovo film targato Disney Pixar, uscito nelle sale il 28 dicembre del 2017.

Egli infatti per aver rubato ad un morto si ritrova nel Mondo delle Anime.

La famiglia di Miguel è proprietaria di un’importante ditta di scarpe creata dalla tris nonna Imelda dopo essere stata abbandonata dal marito. Oltre a dedicarsi alle scarpe, però, ha deciso anche di bandire dalla propria vita la musica. Quest’ultima infatti è ritenuta responsabile del suo abbandono, e questa decisione, come la professione di calzolai, si è tramandata di generazione in generazione.

Nonostante il divieto imposto dai suoi parenti, Miguel ama la musica.
Vuole diventare un importante musicista come il suo idolo Ernesto de la Cruz, che per caso scopre essere suo tris nonno, e marito di Imelda. Proprio per questo, riconoscendo di avere la musica nel sangue, decide di partecipare ad un talent show del suo paese con la chitarra di Ernesto rubata nel suo mausoleo.

Purtroppo per Miguel, mentre è intento a rubare lo strumento, le cose non vanno come dovrebbero.
Infatti si ritrova catapultato nel Mondo delle Anime dal quale può tornare solo grazie alla benedizione della propria famiglia.

Questo film d’animazione, che si è portato a casa ben due Oscar per il miglior film d’animazione e per la miglior canzone originale con Remember me, è una vera e propria esplosione di colori e un vero e proprio viaggio nella cultura messicana.

È un film divertente, emozionante e originale, velato di cliché che nascondono in realtà una trama molto più profonda e insolita.

Il trailer e le prime immagini, infatti, fanno passare per protagonista la musica che muove Miguel e da il via alla sua avventura. In realtà però la musica, dal momento in cui Miguel insieme ai suoi antenati oltrepassa il ponte di fiori e incontra Hector, passa in secondo piano.

Il punto focale del film si rivela quindi essere nonna Coco, che non a caso dà il titolo al film, intorno alla quale quella trama nascosta e impensabile (almeno nella prima parte del film) inizia a ruotare.

Quando un uomo muore passa nel Mondo delle Anime, che non è per niente male. Si mangia, si beve, si festeggia, si gioca, si canta e si suona, immersi in un mondo vivace e gioioso (in linea con la visione messicana della morte), sotto forma di scheletri.

L’unico problema, però, è che questa non può essere considerata la fase finale.
Infatti, dopo essere passati in questo mondo vi può essere un ulteriore step.  Esiste una dimensione sconosciuta dove le anime arrivano polverizzandosi dopo essere state completamente dimenticate sulla terra.

La dimenticanza viene mostrata ed è vista come una seconda morte.

Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta.

Non esiste citazione migliore per riassumere il significato di questo capolavoro.

La morte dei propri cari viene vissuta come un passaggio positivo, tanto dai morti quanto dai vivi e si crede fermamente che finché il loro ricordo è vivo nella famiglia sulla terra, tanto da passare di generazione in generazione, i loro cari saranno lì a proteggerli. Li guarderanno  crescere e vivere, mentre loro potranno sentirli vicini.

Coco

Coco è un film molto particolare, un film visto da alcuni come troppo “spaventoso” per i più piccoli. Ecco, in realtà, Coco può essere considerato non adatto ai più piccoli ma per i temi trattati in quanto difficili da comprendere.
Ma diciamoci la verità, quanti di noi rivedendo da adolescenti, o da adulti, i cartoni animati e i film d’animazione della propria infanzia hanno pensato “Questo non lo avevo capito!”?

Coco, quindi, è un film che non fa distinzioni di età. Attraverso canali differenti e mescolando divertimento e serietà alla perfezione, parla e fa vivere forti emozioni a tutti i suoi spettatori tanto da poter essere considerato uno dei film d’animazione migliori degli ultimi anni.

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